Lavori di Novembre


LE PIANTE RIPOSANO

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Passerotto su pianta di cachi

Nell’ORTO a Novembre

Con il mese di novembre, nel mondo agricolo, si chiude l’annata agraria.

L’11 novembre, giorno di San Martino, è la data di scadenza di tutti i contratti agrari e anche il termine per lo spostamento o l’insediamento di attività e aziende agricole. Da qui il detto in uso nel mondo rurale piemontese “fare San Martino” che significa fare trasloco.

Anche nell’orto, molte colture hanno ormai terminato il loro ciclo, la temperatura diventa più rigida e diminuiscono le ore di luce giornaliere. Le piogge sono più frequenti specialmente nelle zone più esposte del nord. Già in novembre si possono verificare le prime brinate e a dicembre sono molto probabili le prime nevicate. Di conseguenza anche i lavori da fare diminuiscono e le colture attuabili sono proprio poche.

Per tutto novembre (ma solo in colture protette e/o in zone a clima mite) si possono seminare lattughe da taglio (varietà invernali), radicchio da taglio, ravanello, rucola e valerianella. Se già non lo avete fatto ad ottobre, potete ancora seminare i piselli e impiantare i bulbilli di aglio, ma solo in terreni sciolti e ben drenati. In dicembre invece (salvo in zone particolarmente miti e comunque sotto protezioni riscaldate) non si effettuano semine.

Se il vostro orto è infestato dalla presenza di talpe e di topi campagnoli, si possono trasportare gli ultimi ortaggi, quelli più sensibili al freddo e quelli posti in bianco in una struttura protetta (serra o tunnel) che sia isolata dal terreno esterno da una rete interrata per almeno una quarantina di centimetri. In questo modo avrete il duplice vantaggio di proteggere le vostre piante dai famelici roditori e dalle imminenti gelate invernali.

Gli ortaggi da proteggere vanno estirpati mantenendo un abbondante pane di terra attorno alle radici, vanno poi portati nella struttura protetta e sistemati in un solco uno vicino all’altro. Prima di ricoprire di terra la loro parte basale, bisogna ripulirli dalle foglie secche e rovinate.

Bisogna raccogliere tutti i residui colturali dell’orto che vanno accumulati nell’angolo del compostaggio insieme alle foglie raccolte del frutteto e del giardino, allo sfalcio dell’erba, agli scarti di potatura delle siepi e agli avanzi di cucina . Tutti questi scarti, accumulati nel tempo, tanto da avere un volume di materiale misto di almeno uno-due metri cubi, serviranno per la preparazione del cumulo.

Per preparare un “compost integrato” bisogna aggiungere sui vari strati le sostanze integrative a base di polveri di roccia e di alghe Litotamnio, oltre ai fermenti attivatori e acceleratori della fermentazione. Con l’aggiunta di queste sostanze, i vari materiali vegetali si trasformeranno in ottimo fertilizzante completo, ricco di tutti gli elementi nutritivi necessari alla crescita equilibrata delle piante. Il compost sarà pronto da utilizzare da utilizzare per le concimazioni primaverili.

Solo se il vostro terreno è particolarmente compatto e argilloso o se dovete iniziare la coltivazione in un appezzamento incolto o lasciato a prato da diversi anni, potete effettuare l’aratura prima dell’inverno. Questo ha lo scopo di lasciare le zolle esposte al gelo che ha un’azione disgregante e ammorbidente sulla struttura del terreno. Bisogna comunque tener presente che il terreno, lasciato esposto per tutto l’inverno all’azione degli agenti atmosferici, subisce un depauperamento dei suoi elementi nutrivi. Bisogna dunque valutare bene i costi-benefici di questa scelta ed effettuare l’aratura autunnale solo se veramente necessaria, altrimenti è meglio aspettare la primavera.

Nel mese di dicembre non ci sono lavori da eseguire all’aperto. Dunque potete approfittare di questo periodo di forzato riposo per dedicarvi al riordino, alla manutenzione e alla eventuale riparazione degli attrezzi, dei macchinari e dei materiali utilizzati nella stagione passata.

Gli arnesi e i macchinari vanno puliti dalla terra, particolarmente nelle parti in ferro che vanno spennellate con dell’olio bruciato, per proteggerle dalla la ruggine. Le pale , i badili, i forconi e le forche si possono piantare, per tutta la parte ferrosa, dentro a della sabbia mescolata ad olio bruciato contenuta in un cassone abbastanza profondo.


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Nel FRUTTETO a Novembre

In questo periodo tutte le piante caducifoglie sono entrate nella fase di riposo. Anche le piante da frutta sono ormai spoglie, hanno perso tutte le foglie e hanno progressivamente rallentato le funzioni vitali.

Sotto la corteccia, la linfa scorre sempre più lentamente fin quasi a fermarsi. Apparentemente, osservando i loro rami senza foglie, le piante sembrano senza vita, invece stanno solo dormendo.

Insieme ai fruttiferi, si apprestano trascorrere e superare l’inverno anche i loro parassiti, sotto forma di larve, uova o spore (nel caso delle crittogame). Si proteggono dal gelo insediati tra le pieghe dei rami e delle cortecce, pronti a risvegliarsi all’inizio della primavera per attaccare i giovani germogli.

Proprio per combattere le forme svernanti dei parassiti, è importantissimo effettuare i trattamenti
preventivi alle piante da frutta.

Il primo si deve effettuare entro la fine del mese utilizzando la poltiglia bordolese, il propoli e il silicato di sodio, diluiti in acqua nelle dosi consigliate in etichetta. Con la soluzione pronta bisogna irrorare bene tutta la pianta e le eventuali foglie ancora rimaste attaccate ai rami.

Il secondo trattamento va effettuato entro la fine di dicembre trattando le piante con zolfo bagnabile,
propoli e silicato di sodio. Altra azione da non dimenticate è quella di raccogliere e asportare dal frutteto tutte le foglie cadute a terra. Queste foglie infatti, se lasciate sul posto, potrebbero diventare un ottimo rifugio per spore di funghi e per larve di insetti parassiti per le piante.

Già dal mese di novembre ma anche in quello di dicembre (gelo permettendo), si possono mettere a dimora le nuove piante da frutto.

Se avete seguito le indicazioni dei “lavori di settembre e ottobre”, il vostro terreno dovrebbe essere già pronto per ricevere le nuove piantine, già arato e erpicato, le buche dovrebbero essere già pronte dal mese scorso, con il materiale drenante sul fondo e già riempite per circa i due terzi di terra mista a compost (o letame molto maturo).

Questa preparazione anticipata serve per lasciar assestare la terra e per evitare che la pianta messa a dimora in un terreno non sufficientemente assestato si trovi, dopo un po’ di tempo, con il colletto sotto il livello del suolo.

Prima di posare la nuova pianta nella buca, bisogna creare al centro di quest’ultima un cono di terra, poi si appoggia sopra l’apparato radicale dell’astone, sistemando le varie radici a raggiera, subito dopo va infisso nel terreno, a dieci centimetri dalla piantina, un robusto paletto che servirà da tutore durante i primi anni di crescita.

Infine va coperta la buca con la terra fino al livello del suolo, assestando con i piedi il terriccio intorno alla pianta, (avendo cura di lasciare fuori dal terreno il punto di innesto), va poi creato un catino di terra che servirà nei periodi di siccità per le irrigazioni di soccorso all’apparato radicale.

La nuova piantina va legata subito al tutore con un legaccio morbido disposto a forma di otto, questo permetterà una crescita regolare della piantina e si eviterà la strozzatura dell’astone.

La messa a dimora in autunno, permette alle radici delle nuove piante di assestarsi meglio nel terreno e ai peli radicali di iniziare una lenta opera di ancoraggio, di esplorazione e di assorbimento degli elementi nutritivi; ciò avvantaggia la crescita della pianta nel primo anno. Infatti e uso dire che le nuove piante messe a dimora in autunno “guadagnano un anno”.

E’ consigliabile e anche più vantaggioso rimandare in primavera l’operazione di potatura nei frutteti famigliari, per evitare di lasciare ferite aperte per tutto l’inverno, le quali rappresentano un veicolo d’entrata per pericolose malattie fungine e si avrà ancora la possibilità di avere rami con gemme a frutto nel caso che nell’inverno si verificassero danneggiamenti dovuti a gelo eccezionale o causati da beccature di uccelli, inoltre, intervenendo a fine inverno, i tagli delle potature si cicatrizzano meglio. Solo nelle grandi estensioni di fruttiferi solitamente si inizia a potare già nell’autunno perché, per esigenze di tempo, non si riuscirebbe a terminare questa operazione in tempo prima del ricaccio vegetativo.

Quando comprate le nuove piante da mettere a dimora fate attenzione a scegliere oculatamente le varietà più adatte al vostro terreno, al clima, allo spazio disponibile e alla forma di allevamento che intendete adottare. Informatevi bene sulla varietà e su quale portainnesto è innestata la pianta da scegliere. Un portainnesto più o meno vigoroso può risultare poco adatto al vostro tipo di terreno e al clima della vostra zona, oppure può presentare una diversa affinità con la specie frutticola innestata: tale disaffinità, in alcuni casi, può arrivare a compromettere la normale crescita della pianta.

Buon lavoro!


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